giovedì 21 agosto 2008

Mostra "Gli Etruschi e la Sardegna"

Siete in Sardegna e volete passare una giornata diversa dal solito, lontano dal mare?
Se è così, non avete che da visitare il museo de "sa corona arrubia", lungo la strada Lunamatrona-Collinas...
La mostra di quest'anno è sugli Etruschi con alcuni riferimenti alla Sardegna, aperto fino a settembre 2008.
Certo, c'è da pagare il biglietto, sei, otto o dieci euro a seconda delle opzioni (volendo c'è anche la seggiovia!), ma secondo me ne vale la pena.
La cosa migliore è passare la giornata fuori, vicino alla mostra c'è un buon ristorante a prezzo fisso, tutto a base di prodotti sardi... ottimo!
Ma torniamo alla parte culturale, la mostra è veramente interessante...Ecco una splendida maschera votiva in pietra,ed un'urna cinerariaOppure degli splendidi braccialiMa questo cos'è? Io non lo so e la mancanza di indicazioni fa pensare che anche loro...
E che ne pensate di questo cranio aperto con a fianco gli strumenti per operare e la placca in piombo? Anche in Egitto sono stati ritrovati dei crani operati...
Tra le cose più interessanti la ricostruzione di una tomba, con tanto di scheletro.
Molto belli anche gli oggetti in pietra lavorata riproducenti scene di vita quotidianaoppure le splendide ceramiche di quasi tremila anni fa!
E che dire poi della scrittura? Gli Etruschi avevano una loro scrittura, simile al fenicio e probabilmente derivante da questo alfabeto...

Alla fine, ecco che a salutarvi c'è un bel bronzetto, molto particolare... è ancora poco chiaro cosa sia lo strumento che regge...
Sembra dire "a si bbiri"... in sardo, arrivederci in italiano!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

lunedì 18 agosto 2008

Visita al nuraghe Losa

11 agosto 2008, ancora una volta mi trovo alle prese con la civiltà nuragica... questa volta armato di macchina fotografica digitale, mi appresto a riprendere il nuraghe Losa. E' facilmente raggiungibile essendo a poche centinaia di metri dalla SS 131, all'altezza di Abbasanta (km. 123). Ho visitato varie volte i principali nuraghe della Sardegna, ed anche molti di quelli meno noti, almeno dalle mie parti... certo che quando ero ragazzo non si doveva pagare il biglietto, ma comunque 3,5 euro si possono spendere! Ma prima facciamo sosta al bar per una bibita fresca e così diamo uno sguardo ai libri della Sardegna... li porterei via tutti se non fosse per il prezzo che li rende inavvicinabili! C'è un bel libro sulla scrittura dei popoli nuragici... 80 euro! Sarà per un'altra volta!
Compriamo i biglietti e ci dirigiamo verso il nuraghe... Uno dei nuraghi più belli della Sardegna, a mio parere. Il sito nuragico è solo parzialmente scavato ma ciò non toglie niente alla sua bellezza! La struttura megalitica (fatta cioè da grandi pietre) è definita a "tholos di tipo complesso". Il nuraghe è costituito da una torre principale a due piani circondato da tre torri più piccole e da mura. L'accesso al piano superiore è possibile percorrendo una scala in pietra ricavata all'interno delle spesse mura. Dall'alto si gode un bellissimo panorama, il nuraghe infatti domina tutto il circondario nonostante sia oggi più basso di quanto dovesse essere in origine...
Chissà che impressione doveva fare quel gigantesco castello di roccia alle popolazioni del tempo... e parlo di quindici secoli prima di cristo! Ancora oggi si resta sconvolti se si pensa con quali povere tecnologie furono innalzati questi colossi.
Si dice che in sardegna vi siano circa 7000 nuraghi... oggi quasi tutti distrutti dal tempo, ma vien da pensare... 7000 nuraghi... e quante persone li abitarono?
Ogni nuraghe è quasi sempre circondato da capanne e rappresenta il centro di un villaggio non sempre piccolo... 100 persone a nuraghe significano 700.000 abitanti dell'Isola! Oggi siamo appena il doppio!
Uno storico Sardo del secolo scorso, Ettore Pais, ci dice che il popolo costruttore di torri era conosciuto col nome di Ilienses o Iolai e probabilmente aveva origini greche... poi questi, a seguito delle invasioni di tanti altri popoli, Cartaginesi e Romani, si ritirò nel centro e perse il suo nome originario per diventare noto a tutti col nome di Barbaricini...
Chissà cosa c'è di vero... chissà se un giorno sapremo tutta la verità sui costruttori di torri...
Chissà... per ora godiamoci queste foto... e se avete tempo andate a visitare il nuraghe... e se ve lo potete permettere comprate anche qualche libro, che male non fa!
Però, cari editori e autori, sappiate che se il prezzo fosse stato un po più basso, avreste venduto una copia in più...

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Da leggere anche:
Pausania il periegeta (110-180 d.C.) e la storia della Sardegna...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO


domenica 10 agosto 2008

Ovidio: le metamorfosi e il Diluvio...

Nel precedente articolo sulle Metamorfosi ho concluso parlando dell'età del ferro, l'era delle guerre.
Giove, stancatosi di vedere e sentire gli uomini riunì il concilio degli dei per decidere sulla punizione da dare alla razza umana e dopo aver valutato attentamente decide di usare l'acqua per distruggere questa razza malvagia. I fulmini, sua arma preferita, avrebbero potuto dar fuoco al "sacro etere" e causare distruzioni incontrollabili. Si sarebbe potuto infiammare e bruciare il lungo asse terrestre, ci riporta Ovidio! E dunque é meglio distruggere "la stirpe dei mortali con un'inondazionee mandare un diluvio da ogni parte del cielo".
E così l'acqua sommerse il mondo, trascinando via tutto "e le torri strettedall'acqua restano invisibili sotto i gorghi; ormai non c'era nessuna separazione tra mare e terra: tutto era mare ma al mare mancavano i lidi...
Solo in due si salveranno, Deucalione e la moglie, Pirra. Su una fragile barca sopravvissero ed approdarono sul monte Parnaso e, resisi conto di essere soli al mondo si rivolgono agli dei perchè li consiglino su come ripopolare la terra con la stirpe degli uomini. Temi, interpellata dai due sopravvissuti risponde: "Allontanatevi dal tempio e copritevi il capo, sciogliete le vesti e buttate dietro le spalle le ossa della gran madre..."
Deucalione, figlio di Prometeo, interpreta come "pietre", le ossa della gran madre "Terra" e così, ubbidendo alla dea, inizia il lancio delle pietre... e "le pietre lanciate dalle mani di Deucalione assunsero l'aspetto di maschi, mentre le femmine ripresero vita con il lancio effettuato dalla donna"...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 8 agosto 2008

Storia della Sardegna e della Corsica... le antiche popolazioni

Una delle domande che mi sono posto relativamente ai nomi delle popolazioni sarde riguarda il significato e la provenienza del termine "Barbagia", utilizzato per indicare la parte centrale della Sardegna, e "barbaricini" riferito ai suoi abitanti. Nel corso delle mie letture non mi era mai capitato di trovare riferimenti al significato. L'assonanza con il termine "barbaro" mi aveva fatto pensare che potesse avere un significato simile... ma niente di certo fino a ieri.
Nel libro "Storia della Sardegna e della Corsica" di Ettore Pais ho trovato risposta alla domanda.
I termini derivano effettivamente dal termine "barbaro" e furono utilizzati dai romani per descrivere le popolazioni rozze e "vestite di pelli" (da cui anche il termine "Pelliti") responsabili di atti vi brigantaggio condotti contro le popolazioni delle pianure sarde. I romani, dopo aver sconfitto le forze cartaginesi presenti sull'isola nel corso della prima e seconda guerra punica e nei periodi successivi, furono impegnati in continue lotte con le popolazioni interne, eredi degli antichi popoli conosciuti come Iolei o Ilienses, talvolta considerati due popoli distinti. La Sardegna era diventata una provincia di Roma ma la povertà delle terre spinse Cesare Augusto a darne il comando ad Ufficiali di grado equestre (inferiori rispetto ai magistrati), chiamati prefetti.
Da allora i popoli interni non ancora domati vennero chiamati "barbari" o "barbaricini" e gli antichi nomi pian piano furono dimenticati, al pari delle loro origini che, a quanto sembra, gli antichi storici greci facevano risalire a popolazioni di origine ellenica forse stanziatesi in Sardegna ai tempi del mitico eroe greco Ercole...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

lunedì 4 agosto 2008

Storia della Sardegna e della Corsica... le guerre puniche

Cosa c'entrano le guerre puniche con la Sardegna direte voi... non interessarono i Romani e i Cartaginesi? Si, ma...
In questi giorni sto leggendo un volume acquistato alcuni anni addietro e appena sfogliato, l'autore è Ettore Pais, Accademico dei Lincei e Senatore a vita del Regno d'Italia nonché fondatore del Museo archeologico dell'Università di Sassari ma soprattutto grande conoscitore della storia antica romana e della Sardegna. Ebbene, senza tirarla troppo per lunghe, le guerre puniche furono combattute probabilmente per il dominio sul mediterraneo e molte delle battaglie furono combattute sulla terra di Sardegna o nei mari limitrofi...
Pare che i Cartaginesi (talvolta chiamati Puni, da cui guerre puniche!) dal 500 a.C. circa avessero la supremazia sul mar mediterraneo ed in particolare commerciavano con la Sardegna lungo le coste e forse anche all'interno. I problemi con i romani dovettero iniziare già in quei tempi, se non in Sardegna, sicuramente in Sicilia, altra isola quasi per intero sotto l'influenza cartaginese...
In quei tempi lungo le coste della Sardegna vi erano alcune importanti città... Carales (Cagliari), la più nota e popolosa... ma anche Olbia (chiamata Terranova... perché poi? Forse perché si trattava di una colonia etrusca? Oppure fenicia? Questi due popoli erano talvolta alleati nelle loro guerre... come fossero genti della stessa stirpe!) e poi sulla costa occidentale vi era la città di Cornus (oggi Santa Caterina di Pittinuri, vicino a Cuglieri) e nel sud-ovest si trovava invece Sulci, mentre nel centro si trovava la città di Macopsisa, oggi conosciuta col nome di Macomer... tutte città sotto l'influenza dei Cartaginesi...
E così la guerra tra Cartaginesi e Romani per il controllo del Mediterraneo venne combattuta, come ancora oggi spesso accade, su altre terre che furono messe sotto sacco...
Due guerre, quelle Puniche che videro alla fine il prevalere di Roma che poté estendere la sua influenza in tutto il mediterraneo.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 29 luglio 2008

Ovidio: le metamorfosi e la nascita dell'Uomo e l'età dell'oro

Le metamorfosi di Ovidio, opera scritta in latino presumibilmente tra il 1° e l'8 d.C., parla del "mutamento di corpi in altri nuovi" come ci dice l'autore. Il libro I°, dopo aver descritto la formazione dell'universo e della Terra, la forma e la suddivisione in fasce climatiche, i venti e le loro direzioni, passa a descriverci l'uomo come "un essere animato più augusto di questi altri [cioè degli altri esseri animati] e fornito di una mente più profonda e tale da poter dominare su tutto..."
Il creatore dell'uomo è il figlio del Titano Giapeto, Prometeo. Prometeo, comunemente noto come colui che donò il fuoco all'uomo è, secondo Ovidio, il creatore della razza umana che fu fatta a somiglianza degli dei. Diversamente dagli altri esseri che guardano verso il basso l'uomo fu creato per guardare verso il cielo e le stelle.
Nasce così spontaneamente il tempo conosciuto col nome di "età dell'oro", un tempo antico in cui non vi erano leggi ne giudici, un tempo in cui le navi ancora non avevano cominciato a solcare i mari e ognuno abitava solo il proprio paese. Non vi era la guerra e l'uomo oziava, dovendo solamente raccogliere i frutti spontanei della terra, senza coltivarla. L'età dell'oro è l'età dell'eterna primavera... dominata da Saturno, il Crono greco, padre di Giove.
Poi accadde qualcosa che viene ricordata dai poemi epici come la rivolta del figlio Giove nei confronti del padre Saturno e all'età dell'oro fu sostituita l'età dell'argento. Con l'avvento di Giove nascono le quattro stagioni, "l'inverno e l'estate e l'autunno incostante e la primavera di breve durata. Allora per la prima volta l'aria infuocata dal caldo asciutto divenne incandescente e penzolò il giaccio rappreso dai venti; allora per la prima volta gli uomini abitarono le case: ma a far da casa furono le spelonche e le frasche ammassate e i rami tenuti insieme con la corteccia; allora per la prima volta la semenza di Cerere fu interrata nei lunghi solchi e i giovenchi si lamentarono sotto la pressione del giogo". Questa era l'età dell'argento non certo bella come l'età dell'oro ma neanche brutta se paragonata a quelle che seguono. Qui Ovidio si allontana dai predecessori non ci parla infatti dell'età degli eroi ma passa direttamente all'età del bronzo. La terza era è quella del bronzo "più violenta per carattere e più incline alle armi crudeli; tuttavia non al colmo della perversione". E' quindi il tempo dell'età del ferro, la peggiore. Ogni tipo di frode, inganno, insidia, violenza e cupidigia di ricchezza è posta in essere dall'uomo. La terra viene suddivisa tra i popoli e i mari erano solcati da navi. Si cominciò a scavare la terra alla ricerca di minerali, del ferro e dell'oro e nasce la guerra...
L'età del ferro è l'era delle guerre, non solo tra uomini ma anche tra dei, così i Giganti si rivoltarono a Giove e cercarono di impadronirsi del regno celeste e "ammucchiarono monti innalzandoli fino alle stelle". Era, forse , un ricordo della torre di Babele?
Ma Giove non si lascia sconfiggere e schiaccia i Giganti e inonda la terra con il loro sangue. La stirpe degli uomini sembrava esser nata dal sangue dei giganti, tante erano le nefandezze cui era capace. Così Giove, stancatosi di vedere e sentire gli uomini riunì il concilio degli dei per decidere sulla punizione da dare alla razza umana... sarà il fuoco o l'acqua a distruggere questa razza malvagia?

Lo scopriremo più avanti...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Archeologia, preistoria e storia, suddivisioni artificiose del tempo... l'unico testimone dell'evoluzione dell'Uomo...
Egitto... Roma... Sardegna...
Etruschi... Babilonesi... Assiri... Hyksos... Shardana... popoli del mare... Maya... Aztechi... Cinesi...
Vogliamo parlare di questi popoli e di altri... cercare di evidenziare similitudini e differenze... proveremo a studiare, assieme a chi ne ha voglia, popoli dimenticati... senza preconcetti!
Cercheremo di ripercorrere la storia di questi popoli con l'aiuto di storici antichi e moderni... ma non solo...
Cercheremo di andare oltre una disciplina scolastica leggendo testi antichi alla ricerca di radici ancora poco chiare...
Cercheremo di capire se è vero che l'uomo si è evoluto così come abbiamo studiato, linearmente, oppure se è possibile che le cose siano andate diversamente... come sostenne Platone!

Zibaldone...

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